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Uruguay
CARATTERISTICHE DEL PAESE
| TEMPERATURA A MONTEVIDEO (IN °C) | ||||||||||||
| Mesi: | G | F | M | A | M | G | L | A | S | O | N | D |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Media massima: | 28 | 28 | 26 | 22 | 18 | 15 | 14 | 15 | 17 | 20 | 23 | 26 |
| Media minima: | 17 | 16 | 15 | 12 | 9 | 6 | 6 | 6 | 8 | 9 | 12 | 15 |
- Fuso orario (rispetto all'Italia): -4
- Superficie : 176.215 kmq
- Popolazione : 3.399.438 (di cui l'89% in città)
- Comunità italiana : 80.000 persone hanno passaporto italiano; 45% circa della popolazione è di origine italiana.
- Capitale : Montevideo (1.382.148 ab.).
- Città principali : Salto (93.117 ab.), Paysandù (74.568 ab.), Las Piedras -Canelones (66.584 ab ), Rivera (62.859 ab.), Maldonado (49.000 ab.), Melo (46.883 ab.), Tacuarembó (45.891 ab)
- Lingua : spagnolo
- Religioni principali : cattolica
- Ordinamento dello Stato : R epubblica Presidenziale. In base alla Costituzione del 1996 il potere esecutivo spetta al Presidente della Repubblica, eletto ogni 5 anni a suffragio universale diretto. Il potere legislativo è affidato all'Assemblea generale, composta da Camera dei deputati (99 membri) e Senato (30 membri) e rinnovabile ogni 5 anni.
- Suddivisione amministrativa : 19 regioni, amministrate da una "Junta Departemental" e da un "Intendente Municipal" (Sindaco).
QUADRO DELL'ECONOMIA
Struttura produttiva : i l settore primario (12% del PIL) riveste una notevole importanza nell'economia locale. L'export di carne e dei prodotti tessili sono le principali voci delle esportazioni uruguayane. Il settore forestale è in crescita. Di notevole rilevanza è il settore della pesca , molto potenziato negli ultimi anni. L' industria che contribuisce al 22% del PIL, é per lo piú costituita dal settore agro-zootecnico (carni congelate, conservate, estratti di carne, pesce lavorato, derivati del latte) ed a quello tessile (compreso il 4% del settore delle costruzioni). Sono presenti anche industrie chimiche, farmaceutiche, della carta, nonché raffinerie di petrolio, cementifici, calzaturifici. Piuttosto sviluppato è il settore terziario , che partecipa per il 66% alla formazione del PIL e che ha fortemente beneficiato dei positivi sviluppi dell'economia (specie per quanto riguarda il turismo, il settore bancario ed il commercio).
Infrastrutture e trasporti : i trasporti interni si effettuano principalmente attraverso una buona rete stradale , che si estende per circa 50.000 km (è la più densa dell'America Latina con 45 Km di strada per ogni 1000 Km2 di superficie), mentre non è adeguatamente sviluppata la rete ferroviaria (3.000 km). Un'ulteriore via di comunicazione è costituita dal fiume Uruguay, navigabile per circa 300 km sino alla città di Salto. Il principale porto è Montevideo, che opera anche come porto libero. L'aeroporto internazionale si trova a Montevideo (Carrasco - 18 Km dal centro città) e recentemente si è inaugurato un nuovo aeroporto a Punta del Este, una delle zone balneari più importanti dell'America del Sud. L'Uruguay, attraverso il Porto di Nueva Palmira sul fiume Uruguay, è il punto finale dell' Idrovia Paraná-Paraguay Sud, che collega il Paese al Brasile, Paraguay, Bolivia e Argentina.
Commercio Estero
Totale importazione uruguaiane: 2.190,4 millioni di dollari
Principali prodotti importati (sul totale delle importazioni) : macchine e apparecchi meccanici 11.75%; macchine ed apparecchi di registrazione, immagine e suono 7.55%; plastici e manufatti 6.10%; prodotti farmaceutici 4.63%; prodotti diversi dell'industria chimica 4.54%; combustibili minerali 4.36%; veicoli, automobili e trattori 4.08 %; prodotti chimici 3.47%. cereali 3.35%;carta, cartone e manufatti 3.29%; apparecchi d'ottica, fotografia e precisione 2.45%;
Totale esportazione uruguaiane: 2.198 millioni di dollari
Principali prodotti esportati (sul totale delle esportazioni) : carne 18.32%; cuoio 9.87%; cereali 8.81%; lana 7.83%; latte e derivati 7.03%; pesci, crostacei 4.89%; plastici e manufatti 3.22%; legno 3.17%; frutta 2.81%; carta e manufatti 1.86 %
Principali partner commerciali:
Fornitori: 1) Argentina 29.35%; 2) Brasile 24.44%; 3) EE.UU. 10.10%; 4) Cina 5.50%; 5) Germania 3.09%;6) Italia 2.29%; 7) Cile 2.20%;8) Francia 2.15%. 9) Spagna 2.12%;10) Regno Unito 1.38
Clienti: 1) Brasile 21.93%; 2) EE.UU 10.57%; 3) Argentina 6.77%; 4) Germania 6.35%; 5) Cina 4.22%; 6) Italia 4,04%; 7) Messico 3.99%; 8) Canada 3.95; 9) Regno Unito 3.61%; 10) Spagna 3.54%.
Interscambio con l'Italia
Principali voci dell'export italiano: Totale esportazioni italiane 50.2 millioni di dollari
Prodotti: macchine ed apparecchi meccanici 41.67 %; macchinari, apparecchi e materiali elettrici 8.74 %; prodotti farmaceutici 4.63%; manufatti di ferro 4.38 %; veicoli, automobili e trattori parti ed accessori 4.25 %; prodotti chimici 3.89%; plastica e manufatti 3.08; strumenti ed apparecchi d'ottica e fotografia e apparecchi medici 2.92 %; tabacco 2.71 %; prodotti diversi della industria chimica 1.72; caucciù e manufatti 1,71.
Principali voci dell'import italiano: Totale importazione italiane 88.9 millioni di dollari .
Prodotti: lana 38.37 %; pesci e crostacei 16.09%, semi e cereali 7.09 %, cuoio 6.02 %, legno 5.53 %, frutta 5.23 %, prodotti elaborati di carne 4.18 %, carne 4.06 %, caucciù e manufatti 2.8.
Investimenti esteri : il Paese ha tradizionalmente un atteggiamento favorevole verso gli investimenti esteri, che beneficiano delle stesse condizioni riservate agli investimenti locali. La legislazione sugli investimenti esteri consente la partecipazione alle imprese locali senza alcun limite di quota, garantisce il rimpatrio degli utili ed offre facilitazioni fiscali e crediti agevolati per i progetti che contribuiscano a specifici obiettivi di sviluppo. In fase di espansione è la formula di investimento in joint-venture in svariati settori quali l'agroindustria, la chimica, lo sfruttamento delle risorse del sottosuolo e il turismo.
Le caratteristiche della nuova legge sugli investimenti (Nº 16.906) sono:
- Il regime generale è completamente aperto e, dal punto di vista legale, non evidenzia differenze fra investitori nazionali e stranieri.
- Persone e imprese sono libere di realizzare attività economiche senza la necessità di ottenere l'approvazione e l'autorizzazione dello Stato.
- Non ci sono restrizioni al rimpatrio di capitali nè di utili. La rimessa può essere realizzata in qualsiasi momento senza la previa autorizzazione dello Stato e in qualsiasi moneta, dato che il mercato dei cambi è totalmente libero.
- Non esistono limitazioni alla partecipazione di capitale straniero in società locali, potendo l'investitore straniero acquistare liberamente azioni di proprietà di investitori locali.
- Esiste libertà di assunzione di personale, incluso il personale straniero.
- Il regime delle esportazioni e delle importazioni è totalmente libero. Non ci sono quote d'importazione e le tariffe doganali costituiscono l'unico strumento di protezione commerciale.
- Vigono meccanismi promozionali, come la restituzione di imposte all'esportazione, applicati nel rispetto delle norme del GATT e il regime di ammissione temporanea che rendono possibile l'accesso all'esportazione di prodotti a prezzi internazionali.
- Si conta su importanti benefici fiscali per i settori industriale, forestale e turistico. Non esiste l'imposta sui redditi personali.
Principali settori degli investimenti esteri verso il Paese: turismo, infrastruttura stradale, alberghi, agroindustria, forestazione, software.
Principali settori degli investimenti italiani verso il Paese: mobili, industria chimica, settore ortofrutticolo.
Aspetti normativi e legislativi
Regolamentazione delle importazioni
L'economia uruguaiana è libera e aperta, senza restrizioni né alle importazioni né all'esportazioni. Non ci sono limiti neanche per le operazioni di commercio estero.
Sdoganamento e documenti di importazione: l'unico documento richiesto per l'importazione è il “DOCUMENTO UNICO D'IMPORTAZIONE”, comune per tutti i membri del Mercosud.
Classificazione doganale delle merci: soltanto i prodotti che provengono da altri Paesi membri del Mercosud, sono liberi del pagamento di tariffe doganali. Infatti, esiste un sistema per valutare i diversi prodotti a seconda che siano originari del Mercosud o stranieri, così i prodotti che vengono elaborati con materiali non originali del Mercosud vengono classificati in diversi codici doganali.
Restrizione delle importazioni: in Uruguay esiste la libera importazione di qualsiasi tipo di merce ma alcuni prodotti devono effettuare controlli di sicurezza e sanitari.
Inoltre, i prodotti che entrano in Uruguay da Paesi non membri del Mercosud devono pagare una “TARIFFA DOGANALE COMUNE” che va da 0 a 23%.
Per le importazioni esiste anche una tassa del valore aggiunto (IVA) pari al 23%.
Per quel che riguarda la promozione del settore industriale, la legge in materia è la 14.178 del 1974, secondo cui le attività industriali che sono in armonia con gli obiettivi stabiliti dal governo centrale, o che possono essere incorporate nel Piano di Sviluppo Sociale ed Economico, possono essere dichiarate di interesse nazionale e godere dei seguenti benefici:
- esenzione da tutte le tariffe e tasse d'importazione (compresa l'Iva) per l'introduzione nel Paese di merci o macchinari destinati al progetto industriale (a meno che i beni non siano in competizione con altri prodotti locali)
- esenzione dalla tassa sul capitale per un periodo che si estende fino a 10 anni, con lo scopo di implementare l'attività industriale
- esenzione da tutte le tasse che si riferiscono all'incorporazione di aziende locali
- esenzione dalla tassa di trasferimento di proprietà per quel che riguarda l'area destinata al progetto industriale
- possibilità di detrarre ai fini Iric, l'ammontare investito, per chi investe tramite acquisto di azioni, nelle aziende promosse dalla legge 14.178
Importazioni temporanee: questo tipo d'importazione non genera nessuna tariffa doganale per l'esportatore.
L'importatore può introdurre senza imposte materie prime, motori, invasature e materiali per impacchettare, matrici, stampi e modelli, prodotti semielaborati o in processo, beni agricoli e articoli che intervengono nel processo produttivo senza formare parte del prodotto finale.
Si deve ottenere, infatti, autorizzazione previa e l'esportazione si deve effettuare entro i diciotto mesi.
Attività di investimenti ed insediamenti produttivi nel Paese
Contrattualistica: agenzia, rappresentanza, distribuzione, licenza, trasferimenti di tecnologia.
Legislazione societaria: uffici di rappresentanza, filiali, joint ventures . Legge Nº 16.060.
Le forme societarie di interesse per l'investitore straniero sono:
- SRL: opera senza restrizioni nel numero di soci (max 50) e il capitale sociale può essere al massimo di € 46.300; ciò risulta essere un ostacolo per ottenere credito dal settore finanziario. La responsabilità dei soci si estende solo fino all'apporto di capitale. Non esistono requisiti di nazionalità e residenza per i soci. Non può essere utilizzata per lo sviluppo di attività bancarie o assicurative.
- SA (Sociedad Anonima): il capitale è rappresentato da azioni per un minimo apporto di € 46.300. La responsabilità dei soci si estende solo all' apporto di capitale. Si possono distinguere due forme di SA: aperta, le cui azioni sono quotate sul mercato, e chiusa che opera come 1 normale società. Le SA non operative possono essere acquistate, concedendo il vantaggio all'imprenditore di poter ovviare i tempi amministrativi necessari per l'avviamento di una nuova società, e permettendo, inoltre, ai soci di poter cambiare il nome della società e l'oggetto sociale.
- Si può operare anche tramite sussidiaria o succursale sul territorio nazionale.
Normativa per gli investimenti stranieri: (legge Nº 16.906)
Per tradizione l'Uruguay risulta un Paese aperto agli investimenti stranieri sul proprio territorio, lo si può capire dal trattamento che il sistema giuridico concede a quest'ultimi. Gli investitori stranieri ricevono lo stesso trattamento degli investitori locali; la legge non richiede nessuna autorizzazione specifica per attività di export o import, per attuare transazioni in valuta o per accedere a finanziamenti.
In particolare, la legge 16.906 del 1998 stabilisce alcuni principi per l' investitore straniero o nazionale:
- la promozione e la protezione degli investimenti, sia stranieri che locali, nel territorio nazionale sono dichiarati di interesse nazionale.
- gli investimenti sono ammessi senza autorizzazioni o requisiti di registrazione.
- libero rimpatrio del capitale e dei profitti.
Il governo uruguaiano promuove l'investimento in generale, con l'uso di una politica favorevole verso l'investimento straniero.
L'investitore straniero ha gli stessi diritti e facilitazioni dell'investitore locale ed ha la possibilità di svolgere qualsiasi tipo di attività, tranne in alcuni settori specialmente regolati dallo Stato. Non si chiede un'autorizzazione previa all'investimento.
La radio e la televisione sono le uniche due eccezioni all'investimento straniero.
Attualmente, gli incentivi per l'investitore straniero sono per tutto ciò che generi fonti di lavoro, per l'introduzione di industrie di alta tecnologia e per aumentare le esportazioni.
Addirittura, i principali settori d'investimento sono: l'agroindustria, la forestazione, il software, le opere d'infrastruttura e centri di distribuzione e turismo.
Gli incentivi sono quasi sempre esoneri impositivi.
Un aspetto peculiare di questo Paese è il sistema finanziario che opera in un contesto di piena libertà di movimento di capitali, valuta, metalli preziosi ed esiste una legge che sancisce il segreto bancario. Inoltre, le agenzie finanziarie che abbiano come oggetto esclusivo la realizzazione di operazioni di intermediazione finanziaria fuori dal Paese sono esonerate da tutti i tributi (esclusa la contribuzione alla previdenza sociale). Ciò ha permesso al settore finanziario di mostrare una forte dinamicità negli ultimi anni, soprattutto nel mercato dei cambi (il 90% dei depositi sono in valuta straniera).
Si può operare nel Paese attraverso varie forme:
- SAFI (Sociedades Anonimas Financieras de Inversión): categoria speciale di società anonime, il cui fine principale è la realizzazione di investimenti all'estero in valori mobiliari o in immobili, o di attività commerciali per conto proprio o di terzi. Queste godono di un particolare regime tributario che permette loro di essere esenti da tutte le tasse (tranne i contributi alla previdenza sociale), eccetto un'imposta gravante sul capitale e le riserve con un'aliquota dello 0.3%.
- Offshore banks: la legge 15.322 del 1989 stabilisce un regime speciale per le istituzioni finanziarie che operano esclusivamente tramite transazioni offshore. Queste compagnie sono esenti da tutti i tributi. La loro attività deve avere come unico oggetto l'intermediazione finanziaria di valori mobiliari, moneta o metalli preziosi locati all'estero e hanno l'obbligo di operare con i non residenti. Possono operare secondo 2 forme societarie distinte: società anonima (SA) o succursale di banca straniera.
Il settore assicurativo, inoltre, è stato recentemente liberalizzato tramite l'approvazione della legge 16.462 del 1993, che permette l'apertura di un nuovo mercato e una migliore efficienza nel settore, grazie alla competizione che si instaura tra settore pubblico e settore privato. La legge 16.713 del 1995 permette l'operare di società di assicurazione in regime di offshore, anch'esse esenti da tutti i tributi, stabilendo l'obbligo di poter assicurare solo rischi locati all'estero. È evidente che da questo regime possano risultare grandi vantaggi soprattutto per le compagnie estere che vogliano assicurarsi contro rischi specifici.
Brevetti e proprietà intellettuale : Legge Nº 17052, per cui si approva il Protocollo d'Armonizzazione del Mercosud del 1 dicembre 1998.
Legge Nº 17053, per cui si approva il Marco Interregionale di Cooperazione fra l'Unione Europea e il Mercosud del 15 dicembre 1995, Madrid – Spagna.
Sistema fiscale : per quel che riguarda il sistema tributario è interessante notare, come premessa, che nel Paese non esiste imposizione per il reddito generato da persone fisiche; inoltre, nel sistema vige il principio della fonte, ossia viene tassata solo la materia imponibile generata sul territorio nazionale.
Le principali imposte sono:
- IRIC (Impuesto a las Rentas de la Industria y Commercio): questa imposta prevede un'aliquota unica del 30% gravante sui redditi prodotti tramite attività industriale e commerciale (anche per le succursali o sussidiarie di società straniere). Le SA chiuse che realizzano attività commerciali godono di un trattamento preferenziale ai fini IRIC; infatti, sono soggette ad un'aliquota corrispondente al 30% del 3% del margine di guadagno. Gli interessi pagati all'estero non sono gravati da questa imposta.
- IP (Impuesto al Patrimonio): questa imposta grava sulle imprese commerciali, industriali e agricole con l'1.5%; prevede l'applicazione di un'aliquota differenziale equivalente al 2.8% per le banche e le case finanziarie, mentre le altre persone giuridiche pagano un'aliquota del 2%. Le persone fisiche pagano l'IP con tassi progressivi (dallo 0.7% al 3%) che si applicano al di sopra di un minimo non imponibile di € 74.067,22 (che si raddoppia per le coppie sposate).
- IVA: si applica secondo 2 aliquote differenziate: al tasso comune del 23% e al tasso del 14% per determinate categorie di beni (es. medicinali e beni di prima necessità). Non sono soggette a questo regime impositivo le esportazioni e i prodotti dell'agricoltura e dell'allevamento.
- IMESI (Impuesto Especifico Interno): grava sull'importazione di determinate classi di beni (alcolici, tabacco, cosmetici) secondo tassi variabili.
- L' 1/6/01 è stata introdotta una nuova imposta dal nome COFIS (Contribución al Financiamento de la Seguridad Social) che grava sulle importazioni di beni industriali e sull'alienazione di beni, sia nazionali che importati, a organismi statali o a chiunque si trovi nella posizione di contribuente ai fini IVA e IMESI per un'aliquota corrispondente al 3%. Non saranno tassate a questo fine alcune categorie di beni, quali ad es.: nafta, cherosene, diesel, benzina, gas, asfalto, cemento ecc.(per un elenco dei beni non soggetti ad imposta si faccia riferimento all'articolo 1 del titolo 11 del "Texto Ordenado" 1996/Imesi); sono inoltre esenti i beni destinati direttamente al ciclo produttivo. L'intento di questo tributo è quello di fornire una fonte alternativa al sistema previdenziale, oltre alla normale contribuzione a carico del lavoratore e dell'azienda.
- Per decreto del potere esecutivo del 24/7/01 viene introdotto un aumento della commissione sulle importazioni (dall'1.1% al 3%); questo nuovo regime sarà in auge fino alla fine di quest'anno, per poi scendere al 2.5% nel primo trimestre del 2002 e stabilendosi poi al livello dell'1.6%. Sono esenti da questo regime impositivo le importazioni temporanee e i beni capitali di uso esclusivo dell'industria agricola e dell'allevamento. È chiaro l'intento di questo provvedimento di proteggere la produzione locale, offrendo ai produttori originari vantaggi sul piano della concorrenza sui prezzi; inoltre si vede come questa misura esca dal tracciato del trattato Mercosur, che prevede appunto l'applicazione di una tariffa unica alle importazioni.
NOTIZIE PER L'OPERATORE
Moneta : peso uruguaiano. Tasso di cambio (al 18/03/2004): 1 USD= 29.05 pesos; 1 Euro= 35.55 pesos.
Sistema bancario : n el 2002 si è verificata una profonda crisi nel sistema bancario, dovuta principalmente ai ritiri dei depositi del sistema, specialmente da parte degli operatori argentini (riflesso della crisi argentina). Questa situazione provocò la chiusura delle banche di capitali privati nazionali che, dopo 9 mesi di trattative con le autorità locali, si sono fuse in una sola istituzione di minor entità. Viceversa, le banche straniere hanno resistito a questa crisi e continuano a lavorare normalmente. Uno degli effetti più noti di questo squilibrio è la scarsa offerta di credito da parte delle banche che, ovviamente, complica lo sviluppo industriale e commerciale dell'Uruguay.
D'altra parte, il sistema finanziario uruguaiano continua ad avere alcune caratteristiche: la legge uruguaiana garantisce il segreto bancario; esiste una libertà assoluta di movimento di capitali ed oro da e verso l'estero, e la libera convertibilità della moneta locale.
Moneta locale
| TASSI DEBITORI | ||
| Banca privata | Banca statale | |
|---|---|---|
| clienti di prima linea 1 | 80 % | 62 – 66 % |
| clienti preferenziali | 90 % | 70 % |
| altre imprese | 100 % | 72 % |
| prestiti personali | 110 % | 71 % |
Moneta estera (dollari)
| TASSI DEBITORI | ||
| Banca privata | Banca statale | |
|---|---|---|
| clienti di prima linea 2 | 9 – 11 % | 8.5 – 10.5 % |
| clienti preferenziali | 11 – 12 % | 11 - 11.75 % |
| altre imprese | 13 – 14 % | 12 – 13.75 % |
| prestiti personali | 14 – 15 % | 14 % |
Principali finanziamenti e linee di credito : numerose sono le linee di credito operative presso le principali banche commerciali che possono finanziare investimenti fissi, i macchinari ed il capitale circolante necessari per la creazione di nuove unità industriali o per la riabilitazione e l'ammodernamento di impianti già esistenti. Alcune di queste agevolazioni nascono da prestiti concessi dalle istituzioni finanziarie internazionali alle banche uruguayane che agiscono in tal caso come intermediari verso i clienti finali. I finanziamenti possono essere ottenuti in moneta locale (pesos) o in dollari americani.
| PRINCIPALI FINANZIAMENTI E LINEE DI CREDITO | |||
| Strumento finanziario | Tipo di finanziamento | Istituzione/banca agente | Entità del contributo |
|---|---|---|---|
| Linea BID (Banca Interamericana di Sviluppo) | crediti a medio e lungo termine per le piccole e medie imprese | Banche commerciali | massimo € 37033, 61 fino all'80% delle spese di investimento (con restrizioni) |
| Linea Promozionale per l'industria | crediti a lungo termine | Banco de la República Oriental del Uruguay (Banca Statale) | fino al 70% delle spese di investimento (con restrizioni) |
| FINANZIAMENTI AGEVOLATI E SERVIZI (SIMEST) | |
| Crediti all'esportazione | Dlgs. 143/98 (già Legge 227/77 “Ossola”) |
| Studi di prefattibilità, fattibilità e assistenza tecnica | D.M. 136/00 |
| Penetrazione commerciale | Legge 394/81 |
| Gare internazionali | Legge 304/90 |
| Investimenti esteri | Legge 100/90 |
| Servizi di assistenza tecnica – business scouting | |
| Copertura dei rischi politici | Accordo SIMEST MIGA |
Parchi industriali e zone franche : n el Paese vi sono 9 zone franche: Colonia, Montevideo, Nueva Palmira, Rio Negro, Rivera, San Josè, Fray Bentos e Florida che godono di esenzione totale da ogni imposta. La normativa che regola il sistema delle zone franche è assai liberale e consente di costituire zone franche "private" su tutto il territorio nazionale, in funzione delle esigenze delle imprese nazionali, miste e straniere.
Le zone franche possono essere pubbliche o private, ed in entrambi i casi sono autorizzate e controllate dalla Direzione Generale delle Zone Franche. Queste aree sono concepite affinché in esse si svolgano le seguenti attività:
- commercializzazione, immagazzinamento, frazionamento, montaggio, smontaggio, ed altre operazioni che non implichino il processo industriale delle merci e delle materie prime;
- istallazione e funzionamento di stabilimenti manifatturieri;
- servizi professionali, finanziari, informatici e di manutenzione.
L'articolo 65 della recentemente approvata Ley de Urgencia introduce una serie di nuove attività sviluppabili nelle zone franche:
- centri di chiamate internazionali, escluse quelle che hanno come unico o principale destinatario il territorio nazionale
- caselle di posta elettronica
- educazione a distanza
- emissione di certificati di firma elettronica
Gli utilizzatori delle zone franche sono esonerati da tutte le imposte nazionali, compresa l'imposta sul reddito (l'esenzione non si estende ai contributi alla previdenza sociale, tranne per il personale straniero che può decidere di non effettuare apporti); l'entrata e l'uscita di beni sono esentate da qualsiasi tipo di tributo.
I beni introdotti nella zona franca attraverso il territorio nazionale sono considerati esportazioni. L'uscita di beni è esente da tributi e, se introdotti nel territorio nazionale non franco, essi vengono considerati importazioni e pagano le tariffe doganali corrispondenti. In accordo con il regime introdotto dal Mercosur, le merci esportate dal territorio franco ai Paesi aderenti all'accordo sono soggette alla tariffa esterna comune (tra lo 0% e il 23%). Il personale di attività svolte all'interno della zona franca deve essere per il 75% di cittadinanza uruguaiana.
Accordi con l'Italia : accordo quadro di cooperazione tecnica (Montevideo, 4 settembre 1987); accordo bilaterale per la promozione e la protezione degli investimenti (21 febbraio 1990; in attesa di notifica da parte del Parlamento uruguaiano); accordo per l'istituzione di un gruppo di monitoraggio tra Italia ed Uruguay (Montevideo, 22 luglio 1995); accordo tra i Ministeri degli Affari Esteri italiano ed uruguaiano per l'applicazione, in campo economico, dell'accordo per la costituzione di un gruppo di monitoraggio (Roma, 27 maggio 1996).
Costo dei fattori produttivi
Manodopera: lo stipendio minimo è di Euro 35,45. Indicati di seguito, a titolo indicativo, alcuni salari medi mensili:
| MANODOPERA | |
| Operai | Euro 111,10 ( 120 US$) |
| Specializzati | Euro 601,80 (650 US$) |
| Quadri | Euro 925,84 (1.000 US$) |
| Dirigenti | Euro 2036,85 (2.200 US$) |
La giornata di lavoro è di 8 ore.
Organizzazione sindacale: complessivamente vi sono nel Paese circa 300 sindacati, riuniti in un'unica federazione, la Pit - Cnt (Plenario intersindical de Trabajadores - Convención nacional de trabajadores). Circa la metà dei lavoratori risulta iscritta ad un sindacato.
Elettricità:
- fino a 100 KW = Euro 0.03 /KW
- 100 a 600 KW = Euro 0.05 /KW
- 600 in più KW = Euro 0.06 /KW
Prodotti petroliferi:
- Benzina: supra = Euro 0.67
- ecosupra = Euro 0.70
- gasoli = Euro 0.37
- Cheroseno = Euro 0.40
Acqua ad uso industriale:
- commerciale = Euro 0.95
- residenziale = Euro 1.13
Terreni: il prezzo del m2 dipende totalmente dal quartiere dove si trova il terreno. Comunque si fa una media di US$ 30 - 48 = Euro 27,77 – 44,44.
- [indietro] I clienti di prima linea si differenziano da quelli preferenziali per il rapporto di lunga data instaurato con la banca.
- [indietro] I clienti di prima linea si differenziano da quelli preferenziali per il rapporto di lunga data instaurato con la banca.