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Australia – Scheda Paese

1. Dati generali

2. Analisi macroeconomica

Dimensioni del PIL: AUD 716 miliardi (US $ 375 miliardi).

Tasso di variazione (crescita) del PIL:

Il tasso di crescita del PIL nel primo trimestre del 2004 si aggirava intorno allo 0,6%, nel secondo trimestre intorno allo 0,5%. Nonostante questi due dati siano molto simili, la loro natura ha origini differenti. Il secondo trimestre ha visto, infatti, una forte espansione del consumo privato e degli investimenti nazionali. Allo stesso tempo il business degli investimenti, in situazione di contrazione nel precedente semestre in seguito ad un aumento nelle importazioni, ha finalmente iniziato ad allentare la pressione.

L'altra differenza tra i dati dei due trimestri e' da imputare alle merci. Il livello inferiore di produzione di merci ha diminuito il PIL trimestrale di 1 punto percentuale.

In generale la composizione della crescita nel secondo trimestre e' stata più sostenibile e bilanciata, essendo la domanda interna aumentata dello 0,7%.

Principali origini del PIL 2003 % del totale Componenti del PIL 2003 % del totale
Primary production & mining 8.2 Consumo privato 60.8
Manufacturing 11.5 Consumo del Governo 17.9
Commercio 11.4 Investimento fisso 25.5
Trasporto e comunicazioni 8.5 Stockbuilding 0.4
Finance & business services 19.4 Esportazione di beni e servizi 20.2
Housing ownership 9.9 Importazione di beni e servizi -24.8

( Australia Country Report, October 2004, Italian Chamber of Commerce and Industry in Australia-Melbourne Inc.).

2000 a 2001 a 2002 a 2003 a 2004 b
PIL al prezzo di mercato (A$ bn) 650.3 692.1 735.4 781.4 834.6
PIL (US$ bn) 377.0 358.0 399.6 506.8 606.3
Crescita reale del PIL (%) c 3.2 2.5 3.9 3.0 3.7
a Attuale. b Stime dell'Economist Intelligence Unit. c Aggiornato stagionalmente.

( Australia Country Report, October 2004, Italian Chamber of Commerce and Industry in Australia-Melbourne Inc.).

Analisi per macrosettori:

L'economia australiana si caratterizza per la rilevanza del settore primario. Malgrado la scarsa estensione delle aree coltivate (6%), la produzione agricola (2,7% del PIL) copre il fabbisogno interno ed alimenta consistenti flussi di esportazione in alcuni settori: frumento (di cui l'Australia e' il 3° esportatore mondiale), lana e canna da zucchero. L'Australia e' al primo posto nel mondo per l'allevamento di ovini e bovini.

Negli ultimi anni l'industria mineraria (4,8% del PIL) ha attraversato una fase di rapida crescita, anche nelle esportazioni, con una produzione assai diversificata: si estraggono alluminio, uranio, zinco, nichel e oro. L'Australia e' il principale esportatore mondiale di carbone, il 2° di ferro e uno dei più importanti di gas naturale. La produzione industriale trova dei limiti al suo sviluppo per le dimensioni del mercato australiano

Tasso d'inflazione:

L'inflazione dei prezzi al consumo, dopo essersi aggirata per 4 anni intorno al 2%, e' salita al 3,2%. Questo aumento principalmente riflette l'incremento del costo dell'assistenza sanitaria, dell'istruzione e del petrolio. I trasporti sono infatti aumentati del 1,7%.

Non tradeables inflation e' sempre stata alta, aggirandosi intorno al 4,1%, a causa degli alti costi per gli alloggi (+4%) dovuto all'aumento nei prezzi dei materiali edili del 3%, per l'assistenza sanitaria, l'istruzione, l'abbigliamento che e' aumentato dell'1,1%. Anche il prezzo del tabacco e dell'alcool sono aumentati del 4,4%.

Gli stessi prezzi delle materie prime per i beni manufatti sono aumentati del 2,7%.

Tasso di disoccupazione:

Dopo aver raggiunto il suo livello minimo degli ultimi ventitré anni nel maggio 2004 con una percentuale del 5,5%, il tasso di disoccupazione si attesta, ad oggi, intorno al 5,7%.

Si è verificato un imponente aumento del lavoro a tempo pieno (che ha raggiunto i 45.000 impiegati) a spese del lavoro part-time (sceso a 44.300 unità impiegate). Questo dato indica che le compagnie hanno preferito commutare lo status dei funzionari da part-time a full-time invece di assumere ulteriore staff. La recente assenza di crescita nell'indice di occupazione totale riflette una mancanza d'incontro tra le abilità offerte da chi e' in cerca di un lavoro e quelle richieste dai datori di lavoro. Lo stallo nella creazione del lavoro è consistente soprattutto dopo il rallentamento nel settore della costruzione edile, responsabile dell'aumento dell'occupazione tra il 2003 e il 2004.

Rapporti commerciali con l'estero:

L'Australia ha conquistato un posto di rilievo nel mondo finanziario globale grazie alla sua performance economica sul piano sia nazionale sia internazionale. L'Australia è:

La Borsa australiana è la seconda della regione (dopo Tokyo) per quanto riguarda le azioni ed opzioni e la borsa Futures di Sydney (SFE) è la più grande ed innovativa della regione. Il movimento di scambi annuo della SFE è superiore a 30 milioni di contratti.

L'Australia è il mercato obbligazionario più liquido e ricercato della regione dopo il Giappone, con un'ampia gamma di prodotti scambiati. L'Australia è anche uno dei maggiori mercati di fondi d'investimento per la regione Asia e Pacifico, con un ammontare complessivo di capitali gestiti che supera attualmente i $600 miliardi.

L'Australia è riconosciuta sempre più come un centro finanziario regionale che dispone di:

I principali prodotti importati:

Le importazioni dell'Australia sono costituite principalmente da:

  1. Macchinari
  2. Autoveicoli
  3. Apparecchiature elettroniche ed informatiche
  4. Beni strumentali
  5. Petrolio

L'import australiano è sempre stato dominato dai beni manufatti. Nel 2001/02, l'84% delle importazioni di merci ha infatti riguardato questi ultimi prodotti.

Beni Importati (Euro miliardi) 2003 2004
Macchinari 12,65 14,11
Mezzi di trasporto 10,30 11,31
Macchinari elettrici 8,34 9,90
Petrolio e gas 5,76 7,63
Farmaceutica 2,89 3,57
Ottica 2,90 3,29
Pietre Preziose 2,33 2,24

(Fonte: Istituto nazionale Commercio Estero, Ufficio di Sydney).

I principali prodotti esportati:

Le merci maggiormente esportate sono: carburanti, carbone, minerali

metallici e non, e prodotti alimentari non trasformati.

Nel 2000 le esportazioni australiane sono cresciute del 25% raggiungendo un valore complessivo di $143 miliardi, la miglior performance dell'Australia da ventuno anni a questa parte. Questa cifra è ulteriormente aumentata nel biennio 2000-01 passando a $154 miliardi.

Nel 2001-02 il valore totale delle esportazioni australiane è sceso del 1%, rispecchiando un ambiente commerciale più difficile a livello mondiale.

La struttura delle esportazioni australiane è cambiata notevolmente negli ultimi dieci anni. Anche se il commercio di materie prime rimane sostenuto, sono emersi nuovi servizi e mercati di esportazione di manufatti sofisticati.

L'export di merci è stato valutato pari a $121 miliardi nel 2001-02. Nello stesso anno le esportazioni di servizi ammontavano a $31 miliardi. L'export ha conosciuto una crescita media del 8% annuo dal 1991-92. Ora rappresenta il 21% del PIL, contro circa il 17% nel 1991-92.

L'Australia sta emergendo, in settori chiave, come fornitore di beni e servizi avanzati. Dal 1991 al 1992 le esportazioni di manufatti elaborati (ETM), con alti livelli di valore aggiunto, sono aumentate a un tasso annuo medio del 10%, ben al di sopra del tasso di crescita del Giappone e della Germania per questo tipo di manufatti. Nel biennio 2000-01 le vendite di ETM hanno avuto un balzo del 15% toccando i $21 miliardi. Prodotti come componenti di attrezzature meccaniche ed elettroniche e automobili assemblate hanno segnato una forte crescita nell'ultimo decennio.

L'Australia sta anche conquistando un margine competitivo nelle esportazioni di prodotti ad alta tecnologia, come attrezzature scientifiche e mediche, telecomunicazioni, software e prodotti aerospaziali.

L'Australia mantiene la sua posizione quale maggiore esportatore di importanti materie prime. Fra queste, nel 2001-02 sono stati esportati carbone ($3,4 miliardi), greggio ($6 miliardi), minerali di ferro ($5,2 miliardi), oro ($5,1 miliardi), grano ($4,5 miliardi), alluminio ($4,4 miliardi), carni bovine ($4,3 miliardi), minerali di alluminio ($4 miliardi) e lana ($3,4 miliardi).

Al tempo stesso il grado di lavorazione cui sono sottoposte le esportazioni australiane è cresciuto costantemente, rispecchiando la sempre maggior complessità della composizione dell'export e i più alti livelli di valore aggiunto alle materie prime in Australia. Le esportazioni di prodotti primari sono scese dal 63 al 59% delle esportazioni totali di merci fra il 1991-92 e il 2001-02.

A partire dal 1991-92 le esportazioni di merci in Arabia Saudita hanno registrato un tasso medio annuale di crescita del 27% e quelle in India del 13%.

Le esportazioni di servizi educativi, di comunicazione, assicurativi, finanziari, informatici e altri servizi professionali hanno totalizzato $10,5 miliardi nel 2001-02.

Il turismo oggi rappresenta il 10% degli introiti complessivi forniti dalle esportazioni e costituisce la voce più importante dell'export australiano di servizi.

Le esportazioni australiane di tecnologia dell'informazione e hardware delle telecomunicazioni e servizi informatici connessi generano $5,6 miliardi di esportazioni all'anno.

Principali prodotti esportati nel 2003 US$ bn
Minerali e metalli (tra cui oro) 31.8
Beni rurali 14.6
Beni manufatturati 16.9
Altri beni 7.6

( Australia Country Report, October 2004, Italian Chamber of Commerce and Industry in Australia-Melbourne Inc.).

Esportazioni australiane per settore (milioni di $)

1996 - 97 1997 - 98 1998 - 99 1999 - 00 2000 - 01 2001 - 02
Agricoltura 21045 22130 21862 23617 29061 29571
Prodotti minerari 22566 25730 24786 29178 39513 39162
Manufatti 25812 27980 27169 32079 37514 37190
Altre merci 11511 12698 11966 12791 14219 15276
Servizi 24226 25206 26242 28369 33204 30958
Esportazioni totali 105160 113 744 112 025 126 034 153 511 152 157

(Department of Foreign Affaire and Trade)

I maggiori partner commerciali nel 2004:

I maggiori partner commerciali nel 2004

(Istituto nazionale Commercio Estero, Ufficio di Sydney).

Nel 2004 l'Europa, con una quota del 18%, si conferma come principale partner commerciale dell'Australia, anche se non si arresta l'alta specializzazione geografica del commercio estero australiano con l'Asia e il Giappone. L'Asia (Giappone, Asean, Corea e Grande Cina) rappresenta infatti circa il 50% dell'interscambio totale.

I dati di interscambio testimoniano quindi i forti legami economici stabiliti con i vicini paesi asiatici (con i quali sono stati stipulati molteplici accordi bilaterali) e il forte legame, anche di natura storico-culturale, che l'Australia ha mantenuto con l'Europa. Accordi sono stati stipulati con la Nuova Zelanda (1983), Singapore (2003), Thailandia e Stati Uniti (2004), sono inoltre in corso di fattibilità per un accordo con la Malesia e la Cina. In novembre è stato annunciato inoltre l'avvio di negoziati per un trattato con i paesi ASEAN. Resta lontana, invece, la possibilità di intese con il Giappone, primo mercato di esportazione per l'Australia, a causa della ferrea opposizione delle associazioni agricole giapponesi.

Fornitori:

L'Europa con 19.38 miliardi di export e una quota del 23% e' il primo fornitore dell'Australia, seguita da Paesi Asean (16%), Stati Uniti (15%), Cina (14%) e Giappone (12%).

Se consideriamo i singoli paesi:

  1. USA: 12.12 mdi (+2.58%)
  2. Cina: 10.57 mdi (+28.36%)
  3. Giappone: 9.84 mdi (+5.31%)
  4. Germ.: 4.85 mdi (+4.80%)
  5. Singap.: 3.67 mdi (+43.48%)
  6. UK : 3.40 mdi (+8.47%)
  7. Malesia: 3.27 mdi (+31.32%)
  8. NZ: 3.07 mdi (+6.32%)
  9. Corea: 2.91 mdi (+6.43%)
  10. Italia: 2.61 mdi (+10%)

Principali origini delle importazioni 2004

(Istituto nazionale Commercio Estero, Ufficio di Sydney).

Principali origini delle importazioni 2004 % del totale
Paesi in via di Sviluppo 31.6
UE 23.6
USA 16.9
ASEAN 15.6
Giappone 12.3

( Australia Country Report, October 2004, Italian Chamber of Commerce and Industry in Australia-Melbourne Inc.).

Clienti:

Il Giappone resta il maggior mercato di esportazione per l'Australia, avendo assorbito il 19% di tutte le merci esportate nel 2001-02. Gli Stati Uniti ne hanno assorbito il 10% , la Corea l'8% e la Nuova Zelanda il 6%. La Cina, Singapore, Taiwan, il Regno Unito, Hong Kong e l'Indonesia sono anche importanti mercati di esportazione.

Principali destinazioni delle esportazioni 2004 % del totale
Paesi in via di Sviluppo 46.5
Giappone 18.9
Association of South-East Asian Nations (ASEAN) 12.0
UE 13.6
USA 9.0

(Australia Country Report, October 2004, Italian Chamber of Commerce and Industry in Australia-Melbourne Inc.).

L'export australiano registra variazioni positive verso tutti i principali partners, con l'unica eccezione dell'Unione Europea: USA (+ 8%), Giappone (+ 19%), Unione Europea (- 11%), Cina (+ 12%), Paesi Asean (+12%), Corea (+8%) e NZ (+ 7%). Le esportazioni australiane verso l'Italia registrano un calo del 9.15%. Il Giappone rimane il principale mercato di destinazione delle merci australiane, con una quota del 18.85% sul totale dell'export, seguito da Paesi Asean (11.68%) e Unione Europea (11.08%).

Se tuttavia consideriamo le macroaree geografiche si puo' notare come quasi il 60% dell'export australiano sia destinato all'area asia/pacifico. Se consideriamo i singoli paesi, troviamo nell'ordine:

  1. Giappone: 13.1 mdi
  2. Cina: 6.4 mdi
  3. USA: 5.6 mdi
  4. Corea: 5.4 mdi
  5. NZ: 5.1 mdi
  6. UK: 3.0 mdi
  7. Taiwan: 2.4 mdi
  8. Singapore: 1.9 mdi
  9. Indonesia: 1.9 mdi
  10. HK: 1.6 mdi
  11. Italy: 0.8 mdi

(Istituto nazionale Commercio Estero, Ufficio di Sydney).

Investimenti esteri in Australia:

L'Australia riconosce che gli investimenti provenienti dall'estero sono un elemento chiave per raggiungere livelli di vita più elevati e una maggior prosperità economica e guarda con favore agli investimenti stranieri, purché siano conformi alle direttive legislative. L'Australia attinge a capitali stranieri per aiutare lo sviluppo di industrie competitive, creando in tal modo nuovi posti di lavoro e aumentando le esportazioni. Gli investimenti esteri in Australia a giugno 2001 ammontavano a $815 miliardi.

Analogamente, gli investimenti effettuati all'estero sono di vitale importanza per lo sviluppo delle strategie di marketing regionali e globali delle imprese australiane e consentono l'accesso a reti di affari globali. Gli investimenti australiani all'estero nel giugno del 2001 ammontavano a $417 miliardi.

Investimenti australiani all'estero:

Poco significativi negli anni '70, il numero ed il volume degli investimenti australiani sono cresciuti con la liberalizzazione del mercato finanziario e l'introduzione nel 1983 del regime di cambio flessibile per il dollaro. Da allora l'importanza relativa degli investimenti australiani all'estero e' cresciuta marcatamente. Tra il 1990 e il 2000 gli investimenti australiani sono cresciuti in media del 17% all'anno rispetto al 10% del periodo 1970-1980. La quasi totalità di questi investimenti e' effettuata da imprese private, specialmente istituti finanziari ed imprese assicurative (il settore finanziario-assicurativo amministra la maggior parte dei fondi previdenziali). E' questa una tendenza registrata in tutti i maggiori paesi industrializzati, dove negli ultimi 10 anni - tranne che in Giappone - il quoziente FDI / PIL e' praticamente raddoppiato. La tendenza verso la crescita degli investimenti esteri australiani e' anche dettata dalla necessita' di assicurare la presenza delle maggiori imprese australiane nel mercato globale a causa delle ridotte dimensioni di quello locale (l'Australia ha una popolazione di soli 20 milioni di abitanti).

investimenti australiani all'estero

La situazione complessiva degli investimenti australiani a dicembre 2002, secondo gli ultimi dati pubblicati dall'ente statistico ABS, era la seguente: investimenti esteri australiani 466.724 milioni AU$ IDE 161.161 milioni AU$ Investimenti di portafoglio 159.754 milioni AU$ Derivati finanziari 33.240 milioni AU$

Nonostante la crescita del flusso di investimenti verso l'estero l'Australia, in valore netto, resta un ricettore di capitali esteri e il ruolo giocato dal paese nel panorama mondiale e' ancora minoritario se paragonato agli altri paesi avanzati.

All'interno delle compagnie di dimensioni maggiori continuano inoltre a registrarsi alti tassi di partecipazione estera, tanto da destare preoccupazioni, nella stampa e nell'opinione pubblica, sulle attività future di queste compagnie che rischiano di considerare il mercato interno solo come un mercato secondario.

Gli Investimenti Australiani in Italia e nel mondo:

Nel 2001 il flusso degli investimenti in uscita dall'Australia ha superato, e non succedeva dal 1996, quello dei flussi in entrata; anche se ciò e' dovuto principalmente ad una singola operazione molto rilevante: l'acquisizione da parte della BHP Ltd della Billiton Plc (Regno Unito) per AU$ 11 milioni.