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Il finanziamento dei sistemi di franchising in Francia
I. Introduzione
Nonostante siano previsti alcuni investimenti tipici per la creazione o l'accesso ad una rete di franchising, in Francia non esistono strumenti di finanziamento o delle sovvenzioni pubbliche ad hoc, dirette allo sviluppo particolare di questo tipo di sistema, quanto piuttosto dei meccanismi di finanziamento diretti alla creazione d'impresa.
II. Investimenti
a. Investimenti iniziali
È la totalità di tutto quello che il futuro franchisee deve investire per poter avviare la propria attività.
Questa somma include gli investimenti specifici al franchising, come il diritto d'ingresso o la formazione e alcune poste più classiche (attrezzatura, stoccaggio), il cui costo può subire delle maggiorazioni rispetto al concetto condiviso in franchising.
Il ventaglio degli investimenti richiesti è molto ampio e può variare secondo i casi, da 15 000 a 1,5 M €.
b. Diritto d'ingresso
È la somma da versare per ottenere il visto per accedere ad una rete.
Corrisponde al diritto all'insegna e ad una serie di prestazioni più o meno estesa a seconda dei casi, come la formazione iniziale, la ricerca dell'installazione e dei finanziamenti, l'assistenza all'avviamento, etc.
Il suo ammontare può variare da alcune migliaia fino a decine di migliaia di Euro. Non tutte le insegne però richiedono il pagamento di diritti d'ingresso.
c. Royalties
È il prezzo da pagare per i servizi resi dal franchisor. Molto spesso è espresso come quota del volume d'affari annuo (tra 2 e 10 % a secondo delle reti). In alcuni casi il franchisor può adottare un sistema di remunerazione fissa (forfetaria).
Alcune insegne addebitano un canone pubblicitario mentre altre - in particolare, i produttori - non richiedono delle royalties, preferendo scontare la loro remunerazione sui prodotti venduti ai franchisee.
III. Panorama dei mezzi di finanziamento
Tipi di finanziamento | Fonti di finanziamento |
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Un prestito senza garanzie: Prestito per la Creazione d'Impresa (PCE) |
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a. Il risparmio personale
L'apporto personale è indispensabile per:
- ispirare fiducia ai terzi, in particolare a seguito di una richiesta di credito,
- autofinanziare alcuni bisogni durevoli: spese di stanziamento, investimenti immateriali, 30% del prezzo degli investimenti materiali, etc.
Questo apporto può essere costituito, innanzitutto, progressivamente e durante minimo 2 anni (fino a 45 800€) sottoscrivendo, presso una banca, un Livret Epargne Entreprise (LEE), il quale rappresenta un'ulteriore sollecitazione al prestito per la creazione della propria impresa.
L'apporto personale può anche provenire da un Plan d'Epargne en Actions (PEA), un dispositivo aperto della durata minima di 8 anni, che permette di investire una parte del proprio risparmio in titoli di imprese quotate o non quotate.
b. Gli aiuti e le sovvenzioni all'imprenditore
Queste sono sostanzialmente distribuite dallo Stato o dagli Enti Locali, ma alcune Fondazioni, Associazioni od Organismi sostengono gli imprenditori selezionati accordandogli una donazione od una borsa.
Il dispositivo nazionale di incentivi alla creazione di impresa - "EDEN" - è stato realizzato soprattutto a favore dei giovani in cerca di lavoro e dei lavoratori precari.
c. I prestiti personali
Permettono di completare l'apporto personale. Alcune organizzazioni extra-bancarie attribuiscono prestiti d'onore senza esigere garanzie. Questi prestiti sono generalmente accordati a tassi ridotti, se non nulli.
Parimenti, alcune banche accordano dei prestiti a condizioni più vantaggiose, spesso in occasione di accordi con strutture che si occupano della creazione di imprese: gruppi di imprenditori, organismi di sviluppo economico locale, etc.
d. La partecipazione al capitale
Questa possibilità riguarda esclusivamente le società create in determinati settori. Pochissime imprese possono ricorrere al capital-risk, che consiste in una partecipazione temporanea e minoritaria da parte di un organismo specializzato in questo tipo di interventi. Infatti, la selezione dei progetti è estremamente rigorosa. E' comunque consigliabile aprire l'accesso al proprio capitale ad un investitore esterno: risparmiatore, associato, fornitore, cliente, business angel, etc.
E' allo stesso modo possibile trovare dei soci o delle proposte di partecipazione attraverso i bollettini di affari ed opportunità: informarsi presso le Camere di Commercio e dell'Industria nonché presso le Camere dei Mestieri locali più vicine. Infine, ci si può rivolgere ai Club d'investitori per una gestione alternativa e locale del risparmio solidale (CIGALES), i quali possono però intervenire per un ammontare modesto: 3000€ in media. Similmente operano le Associazioni Love Money pour l'Emploi, le quali possono concentrare fino a decine di risparmiatori privati su uno stesso progetto.
e. Gli incentivi e le sovvenzioni all'impresa
La maggior parte di questi aiuti finanziari non interessano la creazione dell'impresa nello specifico, a parte alcuni incentivi regionali e l'aiuto dell'ANVAR per la creazione di imprese innovatrici.
Non è possibile affidarsi alle sovvenzioni per finanziare i primi bisogni durevoli delle nuove imprese. Infatti, queste sono percepite solo diversi mesi dopo l'inizio dell'attività e spesso una parte del versamento della sovvenzione è condizionata alla precedente realizzazione di alcuni obiettivi (investimenti, assunzioni, etc.).
f. Prestiti a medio-lungo termine
Pur non essendoci una regola ben definita, le banche generalmente finanziano solo circa il 70% dell'ammontare degli investimenti e, con qualche reticenza, il bisogno di fondi per il funzionamento dell'impresa.
La durata massima dei prestiti è funzione della durata fiscale degli ammortamenti dei beni acquistati attraverso il finanziamento. Un nuovo strumento è stato realizzato per venire incontro agli imprenditori: il PCE (Prestito per la Creazione dell'Impresa). Si tratta di un prestito concesso dalla BDPME (Banca per lo sviluppo delle piccole e medie imprese) senza garanzia, personale e non, in grado di sostenere le spese legate all'avviamento dell'impresa. Questo prestito può essere concesso a qualsiasi tipo di imprenditore, nell'attesa che un credito a medio o lungo termine venga concesso, allo stesso tempo, da una banca commerciale.
g. Il Leasing
Che siano mobili o immobili, il leasing permette di finanziare al 100% un bene aziendale. Dal punto di vista giuridico, è un noleggio che include la possibilità di diventare proprietario del bene noleggiato a scadenza di contratto e ad un prezzo fissato in precedenza, tenendo anche conto delle quote versate. Per tutta la durata del contratto di leasing, il bene finanziato non è iscritto al bilancio d'impresa. Questo tipo di finanziamento è un po' più caro rispetto al credito classico. Tuttavia, il leasing ha il vantaggio di evitare il problema di recupero dell'IVA pagata sugli investimenti iniziali.
h. I dispositivi di garanzia in favore dell'imprenditore
Per principio, le banche non concedono prestiti senza esigere delle garanzie. Dapprima sui beni finanziati (ipoteche, pegni) e successivamente attraverso garanzie personali. Se, dopo le analisi, le garanzie previste sono giudicate insufficienti, il dossier rischia di essere rifiutato, salvo l'apporto di ulteriori garanzie.
I Fondi di Garanzia possono essere nazionali, regionali o locali e riguardano in particolare la creazione d'imprese. Tra questi troviamo:
- SOFARIS, che interviene fino al 70% per le imprese di qualsiasi tipo in creazione, salvo alcune eccezioni.
- I Fondi di garanzia per le iniziative delle donne FGIF, che fornisce garanzie ad imprenditrici fino al 70% di un finanziamento bancario compreso tra 5000 e 38000 €.
- I fondi di garanzia di FRANCE ACTIVE, rivolto agli imprenditori in condizioni personali difficili.
- Le Società di mutua garanzia, generiche come la SIAGI o specializzate in settori di attività, che forniscono garanzie per circa il 50%.
- SOFARIS Région - filiale di SOFARIS e della Cassa di Depositi e Cauzioni - ha siglato degli accordi con alcuni Consigli regionali o generali per realizzare un regime di garanzie normalmente più favorevole per gli imprenditori rispetto ai fondi di garanzia tradizionali. Sfortunatamente succede spesso che i banchieri conoscono appena i dispositivi di garanzia, non pensano ad utilizzarli e quindi possono rifiutare un dossier che avrebbe potuto essere finanziato grazie ad un ridimensionamento della sua rischiosità.
IV. Gli aiuti pubblici alla creazione d'impresa
Esiste un certo numero di dispositivi pubblici di aiuto alla creazione d'impresa. Questi dispositivi sono attivati per iniziativa dello Stato o degli enti locali. Possono assumere diverse forme, tra cui:
- aiuti finanziari
- sgravi fiscali
- esoneri da carichi sociali
- disponibilità dei locali
Oltre a questi dispositivi pubblici, esistono numerose iniziative private per aiutare gli imprenditori a sostenere finanziariamente i loro progetti. Questi aiuti sono elargiti da associazioni, fondazioni, club, grandi imprese. Alcuni si rivolgono ad un ampio pubblico, altri riguardano soltanto alcuni tipi di progetti ben determinati o sono sottomessi a condizioni restrittive.
a. Gli aiuti di Stato
Mirano in particolare:
- A favorire una migliore ripartizione geografica delle imprese
Esempi
-Incentivi allo sviluppo del territorio, accordato dalla DATAR (Delegazione al piano di sviluppo del territorio ed all'azione regionale) alle imprese che si stanziano in alcune zone del piano di sviluppo del territorio su condizioni d'impiego e di investimento
- L'esonero fiscale sui benefici delle nuove imprese che si stanziano in alcune zone del piano di sviluppo del territorio
- L'esonero dalle imposte locali (per la parte dovuta allo Stato)
- L'esonero dagli oneri sociali nelle zone di riqualificazione urbana
- A combattere la disoccupazione e favorire il reinserimento professionale delle persone in cerca di lavoro
Esempi:
- L'esonero dagli oneri sociali per un anno per le persone in cerca di lavoro che creano un'impresa (dispositivo ACCRE)
- Gli incentivi alla creazione d'impresa per alcuni beneficiari dell'ACCRE (dispositivo EDEN)
- A favorire l'emersione ed il finanziamento di progetti innovativi
Esempi:
- La sovvenzione dell'ANVAR (Agenzia francese per l'innovazione) che permette di finanziare la realizzazione di studi preliminari nonché l'elaborazione di progetti di creazione
- L'anticipo rimborsabile dall'ANVAR per lo sviluppo dei progetti d'innovazione
- L'aiuto alla ricerca di personale qualificato per l'innovazione
- A favorire l'emersione di progetti in alcuni settori specifici
Esempio:
- Gli incentivi all'orientamento agricolo, per il settore agro-alimentare
- A favorire il risparmio di prossimità ed il finanziamento delle piccole imprese
Esempi:
- Le riduzione delle imposte per la sottoscrizione al capitale delle nuove imprese
- La deduzione degli interessi passivi sui prestiti
- Il prestito alla creazione d'impresa (PCE)
b. Gli aiuti degli enti locali
La legge n° 2002-276 del 27 febbraio 2002 relativa alla democrazia di prossimità ha modificato le regole sulle competenze degli enti locali circa l'attribuzione di aiuti finanziari.
- Gli aiuti diretti alle imprese
Rivestono la forma di sovvenzioni, di bonifici d'interessi o di prestiti ed anticipi, da rimborsare a tassi nulli o a condizioni più favorevoli rispetto a quelle di mercato. Questi aiuti sono attribuiti dalle regioni ed il loro regime è determinato per delibera del consiglio regionale (senza decreto né accordo con lo Stato).
Nota bene: gli Incentivi Regionali alla Creazione d'Impresa (PRCE) e gli Incentivi Regionali all'Impiego (PRE) sono stati soppressi. Tuttavia, le Regioni possono continuare ad elargirli se lo desiderano, utilizzando i regimi corrispondenti.
Conviene dunque, per disporre di un'informazione soddisfacente sugli aiuti diretti accordati dalle autorità locali, rivolgersi ai servizi di pianificazione economica dei Consigli regionali e delle prefetture.
- Gli aiuti indiretti
Gli aiuti indiretti ricoprono qualsiasi forma di aiuto consistente nel:
- mettere beni immobili a disposizione delle imprese
- favorire l'ambiente economico generale, facilitare l'installazione o la creazione di attività economiche ed a creare le condizioni propizie per un migliore sviluppo economico locale.
Possono essere accordate liberamente dagli enti locali. La loro somma non è sottomessa ad alcun tetto massimo e gli enti non sono obbligati a subordinare la loro concessione alla creazione di imprese permanenti.
- Gli esoneri dalle imposte fondiarie
Possono essere accordate alle imprese che s'installano in alcune zone, su delibera degli enti locali.
Esempi:
o l'esonero dalle imposte locali per 2 anni, su delibera degli enti locali e degli organismi consolari competenti, a beneficio delle nuove imprese (Art. 1383 A, 1464 B, 1464 C e 1602 A del Code General des Impôts).
o Gli sgravi fiscali, accordati facoltativamente o a pieni poteri dagli enti locali alle nuove imprese nel quadro della gestione e sviluppo del territorio (Art. 1465, 1465 A, 1466 A-1 ter, 1466 A-1 quater del CGI).